Privacy Policy
top of page

Diritto Europeo - Corte di Strasburgo - Diritto Internazionale Privato
 

(contratti diritto di famiglia,successioni tra italiani e stranieri)
 

echr_2-1200x565.jpg

Ancora una condanna per l’Italia da parte della Corte di Strasburgo in materia di trattamenti inumani e degradanti di cui all’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali con specifico riguardo ai centri di accoglienza dei migranti siti a Lampedusa, provvedimento che segue, a distanza di poco più di sei mesi (30 marzo 2023), un’analoga decisione presa nei confronti del nostro Stato da parte dell’istanza giurisdizionale nata in seno al Consiglio d’Europa (nonché di soli due giorni rispetto ad un’altra pronuncia, ancora di senso negativo per l’Italia, in materia di discariche pubbliche di rifiuti).
Duole evidenziare come il c.d. “Sistema hotspot”, ma prima ancora la gestione del drammatico fenomeno delle migrazioni di masse di disperati in fuga dalle proprie terre d’origine (da aggiungersi ai migranti economici e climatici), veda il Bel Paese ancora protagonista in negativo (in senso reiterato oltretutto), a poco o nulla rilevando la scarsa collaborazione da parte di altri Stati europei, tutt’uno con il sostanziale fallimento del Regolamento Dublino III: per quanto innegabili, infatti, le difficoltà di differente natura ascrivibili alla (non) gestione di un sì gravoso onere da parte di uno Stato di primo approdo, da un lato, è da riconoscere la scarsa capacità, ma prima ancora volontà da parte dell’Italia nell’approntare autentiche contromisure in tale contesto, dall’altro; e ciò, in primis, fondamentalmente a causa di una sostanziale assoluta mancanza di continuità tra le diverse poltiche di accoglienza in conseguenza dei numerosi mutamenti in capo ai titolari dell’azione di governo degli ultimi anni.
Ancora, preme rimarcare come l’Unione Europea (anche e soprattutto per il tramite dei suoi Stati membri), astratta paladina a difesa dei diritti inviolabili in quanto dotata di una Carta espressamente deputata alla difesa di questi ultimi (la Carta di Nizza del 2007) e addirittura in procinto di aderire in forza dell’art. 6 del Trattato sull’Unione Europea ad un secondo documento in materia (la richiamata CEDU), nei fatti si mostri ancora così lontana da una reale prospettiva universalistica con riguardo alla considerazione, e dunque alla difesa, dell’individuo in sé considerato, al contrario arroccandosi a difesa dei propri confini fisici, poltici ed economici contro contaminazioni aliene e dunque capace di dispensare benefici, vantaggi e prerogative di vantaggio unicamente a favore dei propri cittadini.
Fortunatamente, a tutela dei diritti fondamentali del singolo soccorre quanto previsto dalla CEDU anche e soprattutto in tema di ricorso individuale, autentica rivoluzione che l’istituzione della Corte de quo reca con sé e capace di spiegare i propri dirompenti effetti nei confronti dello Stato resosi protagonista della violazione di uno o più articoli della Convenzione in questione perfino a prescindere dalla nazionalità delle vittime di tali forme di abusi: non è da trascurare, infatti, al riguardo come i soggetti ricorrenti contro l’Italia nella causa in questione siano di nazionalità tunisina, e cioè di un Paese non facente parte del Consiglio d’Europa, ma ugualmente protetti dalla CEDU in quanto pregiudicati in un proprio diritto umano all’interno del territorio di uno Stato membro (quello italiano, appunto).
In conclusione, se c’è da augurarsi una maggiore sensibilità da parte del nostro Paese nei confronti di coloro che non sono in possesso della cittadinanza di alcuno Stato parte dell’UE, e con ciò rinunciando ad anacronistiche forme di discriminazione di matrice etnico-razziale (perché di questo si tratta), è indubbio il conforto in termini di tutela giurisdizionale che assicura l’azione dei giudici francesi di Strasburgo (senza trascurare l’ulteriore forma di competenza in materia di protezione dei diritti fondamentali imputabile alla Corte di Giustizia UE in forza della promulgazione della richiamata Carta di Nizza).

                                                                                                                                                                                     Alessandro Tomaselli

NEWS
icona whatsapp
bottom of page